E come si può cantare
aperti al cielo
sospesi
aria leggera traluci riflesse
siamo
infinitesimi corpi
di ossa e pelle
emozionati
qui, tra le volute della memoria
insinuanti nel verso del tempo
colmi
amanti
della sola ombra che ci esalta
come palma tra le dune di sabbia della nostra o della tua anima;
anima persa o ritrovata,
simbolo o maschera,
sospesa tra le dense curve dell’immaginazione.
Ora il giorno è fatto,
siamo aperti alle voci.
3 Commenti
immagino un chiostro piccolo e silenzioso, con luci tenui che di notte si specchiano nelle pozzanghere d’acqua appena caduta e creano riflessi di memoria, echi del tempo che ritorna…
bella la tua poesia architettonica, molto evocativa.
..anime in risonanza, le nostre, convergono
tra le pieghe dello sguardo
dove orli della memoria flettono e si distendono
come seta..
ognuno
è legato ad un filo,
ed è luce
in alto
le svolte azzurrine di un aquilone sono
segmenti d’ombre sulla pelle
appena una carezza si posa
appena un sorriso libero
scivola intimo
antico.
buon mattino, pigralentezza
grazie e buon mattino a te, invisibile poeta